Estinzione anticipata prestito: costi e procedure

Estinzione anticipata del prestito: di cosa si tratta

Tra i diritti dei consumatori, e nella fattispecie di chi ha stipulato un contratto di finanziamento, spicca la estinzione anticipata prestito. Si tratta di una possibilità che spesso viene concessa a malincuore dalle banche anche perché, diversamente da quanto si possa immaginare, va contro gli interessi del creditore, almeno in un paio di casi specifici. Ad ogni modo, la normativa è chiara per ciò che riguarda tempi e modi dell’estinzione anticipata prestito.

Estinzione anticipata prestito personale: parziale e totale

Occorre però distinguere tra l’estinzione totale e quella parziale. Nel primo caso, l’intero capitale residuo viene restituito. Nel secondo, una parte rimane ancora vincolata alle condizioni di rimborso.

Il calcolo non è per nulla complicato: la “nuova rata” viene composta utilizzando le stesse regole della precedente. In quest’ultimo caso, è ovvio, i vantaggi saranno minori. Anche perché la ragione per cui si estingue un prestito, sia parzialmente che totalmente, risiede nella possibilità di risparmiare sugli interessi.

I problemi sono due. Il primo consiste nell’avversità delle banche nei confronti di questo che è a tutti gli effetti un diritto del debitore. Il motivo è semplice: se il cliente risparmia sugli interessi, la banca perde il denaro che quegli interessi avrebbero generato. Il secondo problema consiste nell’esistenza delle penali che, a differenza di ciò che accade per la surroga, la normativa non vieta ma semplicemente regola.

Estinzione anticipata prestito conviene? I casi specifici

Cosa dice, in particolare, la normativa? Questa a dire il vero stabilisce un caso in cui la penale non può essere corrisposta. Se il capitale residuo è infatti di 10.000 euro, la estinzione anticipata prestito può avvenire senza costi per il debitore.

Per il resto, a fare da spartiacque è la durata del rimborso. Se alla fine di questo manca meno di un anno, la penale non potrò eccedere lo 0,50% del capitale residuo. Se manca più di un anno, vi è comunque un limite (nello specifico, dell’1%).

E’ evidente: la normativa, pur preservando in minima parte l’interesse delle banche, preserva il diritto all’estinzione anticipata. Se a decidere fossero gli istituti di credito, infatti, le penali sarebbero talmente alte da scongiurare qualsiasi rischio estinzione.

Alcune banche, a dire il vero, ci provano: la legge lo consente, dunque spesso vige il divieto di estinguere, sia totalmente che parzialmente, se non è passato almeno un anno e mezzo dall’erogazione della liquidità.

L’estinzione anticipata prestito è un’arma a doppio taglio. Anche perché il pagamento delle penali rischia di consumare il risparmio dettato dalla mancata corrispondenza degli interessi. E’ bene procedere all’esercizio di questo diritto, quindi, quando il capitale residuo è consistente e quando manca ancora molto alla fine del rimborso.

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