Come incide lo spread sui mutui? La guida al credito

Chiedersi come incide lo spread sui mutui vuol dire porsi una domanda fondamentale quando si progetta la sottoscrizione di un contratto di mutuo, sia esso a tasso fisso o a tasso variabile.

Spread: di cosa si tratta

Prima di capire come incide lo spread sui mutui è fondamentale capire di cosa parliamo quando utilizziamo questo termine. La parola spread in italiano è traducibile con ‘differenza’.

Se in ambito finanziario la differenza in questione riguarda i rendimenti dei titoli di Stato dei diversi Paesi, se ci muoviamo nell’universo immobiliare lo spread è invece la differenza tra il tasso d’interesse finito e quello di riferimento (la definizione vale sia che si parli di un mutuo a tasso fisso, sia che si parli di un mutuo a tasso variabile).

Tasso finito: di cosa si tratta?

Per capire come incide lo spread sui mutui è utile prendere una delle definizioni appena citate, ossia quella di ‘tasso finito’, e capire di cosa si tratta. Il tasso finito – che può essere calcolato sulla base del parametro Euribor o su quello Eurirs nel caso di mutui a tasso fisso – è il risultato della somma tra tasso di riferimento e spread, un valore che viene definito autonomamente dal singolo istituto di credito e che rappresenta il suo guadagno.

Come incide lo spread sui mutui: cosa sapere sull’andamento

Quando si parla di come incide lo spread sui mutui è fondamentale capire che, vista la concorrenza nel mercato delle compravendite che è diventata una regola negli ultimi anni a causa dell’abbassamento dei tassi, è possibile parlare di un andamento generale omogeneo, che vede gli istituti di credito allinearsi di volta in volta al ribasso o al rialzo.

Lo spread per questo motivo non definibile come dato oggettivo.

Spread e mutuo a tasso variabile: ecco cosa sapere

Per capire davvero come incide lo spread sui mutui è molto utile fare l’esempio del piano a tasso variabile. Per quale motivo? Perché, per via della presenza dell’ipoteca, si può parlare di uno spread particolarmente basso – la media si attesta attorno all’1,6% – in quanto è meno alto il rischio di problemi di solvibilità nel corso della durata del piano di ammortamento.

Quali sono quindi i consigli per scegliere lo spread migliore? Partendo dal fatto che, come già ricordato, gli spread dei mutui a tasso variabile sono generalmente più bassi, specifichiamo che è utile tenere sotto controllo periodicamente le offerte delle varie realtà creditizie, dal momento che, come dimostra per esempio il caso di Poste Italiane, è spesso possibile avvalersi di spread promozionali se si sottoscrive il mutuo entro una determinata data di scadenza.

Altri pacchetti da prendere in considerazione sono quelli di Unicredit, che propone spread contenuti a fronte della richiesta di finanziamenti non superiori al 50% del valore dell’immobile.

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