Azionisti Veneto Banca: i possibili scenari dopo l’assemblea del 19 dicembre

Assemblea azionisti Veneto Banca e azione di responsabilità

Fa discutere ormai da giorni il prezzo di recesso di 7,30 euro stabilito per le azioni di Veneto Banca. Sebbene non si tratti di una quotazione in senso proprio, l’applicazione di questo valore porterà una perdita enorme agli azionisti Veneto Banca che decideranno di avvalersi della facoltà di recesso, ossia di non rimanere nella nuova Veneto Banca Spa.

Ma il prezzo di recesso non è l’unico fronte nel quale si sta muovendo il nuovo cda di Veneto Banca. Pare infatti che, dopo la clamorosa perdita da 770 milioni in 9 mesi, stia per partire un’azione di responsabilità nei confronti del precedente consiglio di amministrazione.

Il nuovo presidente della popolare Pierluigi Bolla ha confermato che dei professionisti sono stati incaricati di valutare approfonditamente la situazione. E anche se l’azione di responsabilità non sarà all’ordine del giorno della prossima assemblea (prevista per il 19 dicembre), il cda è deciso a valutare il rischio di futuri danni patrimoniali.

Associazione soci Veneto Banca: parla il presidente di “Per Veneto Banca”

In merito alla situazione della banca si è espresso anche Giovanni Schiavon presidente di “Per Veneto Banca”, associazione che riunisce circa 200 azionisti Veneto Banca e che attualmente vale l’8% dell’azionario.

“Giunti a questo punto, cosa conviene fare?” ha chiesto Schiavon in una nota, riflettendo sugli scenari che potrebbero aprirsi in seguito all’assemblea dei soci del 19 dicembre. Occasione in cui si dovrà sancire la trasformazione della popolare in società per azioni.

“Per Veneto Banca”, spiega Schiavon, ha sempre riconosciuto che il sistema del voto capitario è incoerente per Istituti bancari di grande rilievo. Tuttavia l’associazione ha fortemente criticato (e critica tuttora) le tappe forzate previste per la trasformazione.

Secondo il presidente di Per Veneto Banca ci sarebbe infatti un’assenza di gradualità, “che ha creato un vero e proprio disastro”. Nonostante nel comunicato abbia specificato di non voler fornire alcuna indicazione di voto agli altri azionisti Veneto Banca, Schiavon propone un elenco di pro e contro in merito al voto per la trasformazione in Spa.

Le prospettive degli azionisti di Veneto Banca, Schiavon “l’alternativa è il commissariamento”

A questo punto, prosegue, votare in assemblea contro la trasformazione solo per il fatto di aver impugnato la legge al TAR, potrebbe essere una mossa che rischia di danneggiare ancora di più i piccoli azionisti. Soggetti che in ogni caso sarebbero spazzati via, senza nemmeno ricevere il rimborso della propria quota di partecipazione sociale.

Ma nonostante i dubbi, anche secondo Schiavon sembra preferibile la trasformazione, nella speranza che la banca “torni ad essere redditizia”. A questo punto, sempre secondo il presidente dell’associazione azionisti Veneto Banca, l’unica alternativa sarebbe il commissariamento, seguito molto probabilmente dalla liquidazione dell’istituto.

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