Mutuo Inpdap: calcolo, tassi e surroga mutui




Mutui Inpdap 2018: quando sono concessi

La manovra finanziaria del Governo Monti, varata con il Decreto Salva Italia, ha portato alla soppressione dell’Inpdap in favore dell’Inps. Da gennaio 2012, infatti, tutte le pratiche relative a pensionati e dipendenti del comparto pubblico sono passate di competenza dell’Inps, che per amministrarle ha creato la Gestione Dipendenti Pubblici.

Questo ufficio si occupa di gestire ed erogare le prestazioni dedicate agli iscritti alla Gestione Pubblica, tra le quali troviamo i mutui Inpdap. Si tratta di finanziamenti a condizioni agevolate concessi per l’acquisto di un’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale, o per la surroga di mutui prima casa già in corso.

Surroga mutuo Inpdap: cosa significa?

La surroga è la pratica che consente il trasferimento di un mutuo dalla banca originaria ad un’altra finanziaria che si fa carico del debito. Con il passaggio alla nuova banca, il cliente ha la possibilità di modificare le condizioni di rimborso: tasso di interesse (passando da un tasso fisso a variabile), durata del finanziamento, frequenza delle rate e spread.

L’unico vincolo è costituito dall’importo del finanziamento che deve corrispondere al debito residuo con la banca originaria. Non è dunque possibile ottenere nuova liquidità. Va precisato inoltre che, come stabilito dal decreto Bersani del 2007, la surroga è una pratica gratuita per il cliente. In ogni caso, il trasferimento del mutuo comporta anche quello della relativa ipoteca e dell’assicurazione a garanzia del finanziamento.

Ottenere un mutuo Inpdap: i requisiti necessari

Chi può ottenere i mutui Inpdap? La prestazione è riservata agli iscritti Gestione Dipendenti Pubblici in attività di servizio con contratto a tempo indeterminato e ai pensionati iscritti da almeno un anno alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.




Ai fini dell’accesso al credito è fondamentale che l’iscritto e gli altri componenti del suo nucleo familiare non risultino proprietari di nessun altra abitazione sita sul territorio nazionale, oltre a quella oggetto di mutuo.

Fanno tuttavia eccezione alcune particolari ipotesi previste dal Regolamento Mutui Inps, tra le quali ricordiamo il possesso di quote immobiliari e quello di un abitazione assegnata al coniuge separato. Hanno accesso ai mutui Inpdap anche i soggetti che desiderano costituire un proprio nucleo familiare, distinto da quello dei genitori.

L’importo massimo erogabile è pari a 300 mila euro. È bene precisare che i mutui Inpdap sono disponibili solo per l’acquisto di immobili siti sul territorio nazionale, che non risultino classificati come abitazioni di lusso.

Con l’approvazione del nuovo Regolamento Mutui però l’ines ha introdotto delle nuove finalità per i mutui ipotecari agevolati. Finanziamenti che, ad oggi, possono essere richiesti non solo per l’acquisto o la costruzione della casa di residenza da ma anche per:

  • finanziare interventi di manutenzione, ristrutturazione, trasformazione, ampliamento o adattamento dell’unità immobiliare di proprietà;
  • acquisto o costruzione di un posto auto o box auto.

In quest’ultimo caso l’accesso al finanziamento è possibile solo se il box/posto auto dista non oltre 500 metri dalla casa di residenza.

Gli importi massimi finanziabili stabiliti per queste nuove finalità sono inferiori alla soglia di 300 mila euro fissata per l’acquisto della casa. richiedendo un mutuo per ristrutturazione, trasformazione, ecc. è possibile ottenere fino a 150 mila euro.

Più basso l’importo limite previsto per i mutui destinati all’acquisto di un box o posto auto, per i quali si arriva fino a 75 mila euro. Indipendentemente dalla finalità, l’importo del mutuo non può eccedere il valore dell’immobile. A tal proposito si fa riferimento sia al prezzo di acquisto che è stato dichiarato nell’atto di compravendita, sia al valore attribuito all’unità immobiliare dai tecnici Inps.

Il periodo di rimborso può durare 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Solo nel caso in cui il richiedente abbia già compiuto i 65 anni di età la durata massima prevista per l’ammortamento è di 15 anni.

Per maggiori informazioni sui nuovi requisti per il 2018 vi invitiamo a visitare il sito https://www.mutuoinpdap.net.

Tasso e rimborso

Il tasso di interesse applicato può essere sia fisso che variabile. Scegliendo un muto a tasso variabile si avrà un interesse agevolato definito in base al valore dell’Euribor a 6 mesi, maggiorato di 200 punti base.

Per quanto riguarda invece gli interessi applicati ai mutui a tasso fisso, a maggio 2017 l’Inps ha scelto di applicare il metodo LTV. I nuovi tassi, in vigore da settembre, sono quindi definiti in base al rapporto tra il valore del mutuo e quello dell’immobile oggetto di mutuo. Riportiamo di seguito i nuovi Tan 2017.

TAN in funzione della percentuale di intervento (LTV)
Durata (fino a) <= 50% 50% – 80% > 80%
10 anni 1,15% 1,33% 1,73%
15 anni 1,51% 1,69% 2,20%
20 anni 1,65% 1,83% 2,38%
25 anni 1,97% 2,03% 2,65%
30 anni 1,97% 2,03% 2,65%

 

Oltre agli interessi, il beneficiario deve far fronte anche alle spese di amministrazione, che sono trattenute alla fonte dall’Inps. Gli oneri amministrativi sono definiti con l’applicazione di un’aliquota dello 0,50% sull’importo del mutuo.

Ricordiamo inoltre che il mutuatario ha la possibilità di modificare il tasso d’interesse, passando da fisso a variabile o viceversa. Variazione che può essere effettuata una sola volta nel corso del piano di ammortamento. La richiesta di modifica del tasso deve essere trasmessa all’Inps per via online, utilizzando l’apposito servizio presente sul sito ufficiale dell’Inps.

Il rimborso delle rate avviene tramite MAV precompilati, che l’istituto rende disponibili al mutuatario. Per ottenere i MAV è sufficiente accedere al portale ufficiale dell’Inps e accedere all’area riservata tramite il seguente percorso: Home – Servizi Online – Portale dei Pagamenti – Mutui Gestione Dipendenti pubblici. A tal proposito è necessario essere in possesso di un codice Pin di tipo “dispositivo”.

Come richiedere il finanziamento?

La domanda, corredata della documentazione prevista, deve essere inviata per via telematica nelle finestre temporali predisposte dall’Istituto, ossia dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio e dal 1° al 10 settembre.




Le domande che soddisfano tutti i requisiti imposti dal regolamento, sono automaticamente accolte. Nel caso in cui il budget assegnato alla Direzione Regionale per il quadrimestre di riferimento si riveli insufficiente a soddisfare tutte le domande pervenute, ciascun Ufficio Provinciale e Territoriale si occupa di formare una graduatoria, in base a criteri previsti dal Regolamento. Le domande con documentazione incompleta verranno rigettate.

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